Qualcomm (azienda statunitense leader nelle telecomunicazioni) è sotto indagine da parte della Commissione Europea per concorrenza sleale.
Le accuse sono mosse da una cordata di imprese (Ericsson, Nec, Broadcom, Panasonic e Texas Instruments) di telecomunicazioni guidata da Nokia che ha presentato reclamo anche alla US International Trade Commission.
Nokia e le altre aziende chiedono alla Commissione di verificare se Qualcomm abbia limitato l’accesso ai propri brevetti e, imponendo condizioni contrarie al diritto comunitario, abbia proposto delle offerte preferenziali ai produttori telefonici che decidevano di siglare contratti di fornitura esclusivi.
Alla US ITC Nokia chiede invece di verificare la violazione di suoi brevetti sui chipset WCDMA e CDMA.
Nel 2005 Qualcomm aveva fatto causa a Nokia per violazione di brevetti relativi agli standard più diffusi al mondo: GSM, GPRS ed EDGE.
Le aziende dell’ITC che preferiscono concorrere legalmente in tribunale sono sempre più di quelle che concorrono lealmente nel libero mercato.
Negli ultimi venti anni i diritti di proprietà industriale ed intellettuale sono stati ampliati e coprono ora aree più vaste, tempi di protezione più lunghi e modi di protezione più svariati.
Per questo l’industria dell’ITC preferisce investire più che mai in consulenze legali e difese giudiziali piuttosto che in ricerca e sviluppo.
“L’inventiva umana è giunta a fine corsa, qualcosa di più nuovo e astuto ne sta prendendo il posto”
Così si espresse l’avvocato di James Dyson dinanzi al Tribunale di Londra nella causa da lui intentata contro la società Hoover.
Dyson aveva inventato un’aspirapolvere senza sacco che gli portò il dominio sul mercato europeo. La rivale Hoover portò in commercio, poco dopo, suoi prodotti simili. Dyson la citò in giudizio per violazione di brevetto e prevalse. Fu ordinato alla Hoover di ritirare dal mercato i suoi prodotti e fu condannata anche al pagamento di un’ingente somma per risarcimento danni.
Tweet
