Pirate Bay Bloccata in Italia

Posted by Guglielmo Troiano on August 12, 2008

Pirate Bay, il famigerato sito per la ricerca di file “torrent” che permettono lo scambio di tipo “peer to peer”, subisce l’ennesimo attacco giudiziario; questa volta, però, è un’azione tutta italiana di pochi giorni fa.

L’ordinanza, emessa dal GIP della Procura della Repubblica di Bergamo nell’ambito di un’indagine sul sito italiano Colombo-bt, ordina agli ISP italiani di impedire ai propri utenti (si legga, clienti che pagano un servizio) di raggiungere l’indirizzo http://thepiratebay.org

Chi conosce il motore di ricerca in questione, sa benissimo che nella stragrande maggioranza dei casi viene usato per trovare file di opere protette dal diritto d’autore, rese disponibili in rete senza alcuna concessione da parte di autori, produttori e titolari di diritti connessi al diritto d’autore.
In sostanza, il sito è utilizzato, per lo più, per cercare file audio e video da scaricare illegalmente.

E’ INDUBBIO CHE QUESTA SIA UN’ATTIVITA’ ILLECITA E CHE DEBBA ESSERE SANZIONATA. IL DOWNLOAD E LO SCAMBIO NON AUTORIZZATO DI OPERE PROTETTE E’ UN ILLECITO CIVILE E PENALE IN TUTTO IL MONDO.
MA QUESTO CHE COSA C’ENTRA CON IL BLOCCO DI UN MOTORE DI RICERCA?

Intanto, per confermare l’inutilità del provvedimento, i gestori di Pirate Bay ridono di noi italiani (vedi il loro comunicato sull’home page del sito in cui ci accusano di essere - TUTTI ?! - fascisti) e aggirano l’accorgimento tecnico degli ISP con l’apertura del sito La Baia.

Redditi online: il problema è la rete?

Posted by Guglielmo Troiano on May 05, 2008

Così scrive un contribuente (Roberto Dadda) sul suo blog, in merito alla ormai nota questione della pubblicazione dei dati dei contribuenti da parte della Agenzia delle Entrate sul proprio sito web:

Il problema è la rete? Poter accedere andando banalmente in Municipio non viola la privacy, vedersela in rete la viola? Se un dato è pubblico, ma è un poco scomodo procurarselo allora la privacy è salva, se diventa comodo è violata?

Non ha tutti i torti. Inoltre, il T.A.R. Lombardia afferma che:

L’art. 69 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, che prevede il deposito degli elenchi dei contribuenti al fine di consentirne a chiunque la consultazione, non preclude altre forme di pubblicità idonee a perseguire lo scopo di pubblica utilità di una corretta informazione dei cittadini, conformemente ad una delle finalità della riforma del settore, che si prefiggeva, tra l’altro, una maggiore trasparenza del rapporto tributario attraverso controlli svolti anche mediante più ampie forme partecipative. (Nella fattispecie, il comune aveva deliberato di far stampare opuscoli contenenti l’elenco delle denunce dei redditi dei cittadini).”

T.A.R. Lombardia, 09 gennaio 1981, n. 1 - Comune S. Donato Milanese c. Regione Lombardia

I dati, tra l’altro, nonostante il divieto del Garante, sono ormai in rete e sarà impossibile impedirne di fatto la diffusione.

Aggiornamento 07/05/2008

A chiusura dell’istruttoria del Garante, che ha evidenziato con precisione quali sono state le violazioni dell’Agenzia delle Entrate, si possono senz’altro fare le seguenti riflessioni: i) il dato pubblico non necessariamente è di pubblica utilità - va bene sapere quanto dichiara un personaggio pubblico ma dello sconosciuto “Giuseppe Rossi” a chi interessa? Forse solo al suo collega di lavoro o vicino di casa per inasprire le relazioni personali e/o economiche. In ogni caso il dato è accessibile presso il Comune ii) le modalità di pubblicazione sono state senz’altro messe in atto da chi non conosce la tecnologia che c’è dietro internet, grazie alla quale diventa un gioco da ragazzi copiare e ridiffondere migliaia di dati se non si adottano accorgimenti tecnici adeguati - sarebbe sufficiente implementare un accesso online riservato ai cittadini italiani che, previa identificazione e/o registrazione, possano estrarre solo singoli dati dopo singole richieste al data base dell’Agenzia.

Contrassegno SIAE: non è solo rumore per nulla

Posted by Guglielmo Troiano on May 02, 2008

Chi, come me, sostiene l’ormai prossima fine del “bollino”, non lo fa perché ha dei pregiudizi sulla SIAE.

Alcuni siti web che trattano di diritto d’autore (compreso quello della SIAE) hanno diffuso la notizia secondo la quale il ministero per i Beni e le Attività Culturali, di concerto con la Presidenza del Consiglio, hanno trasmesso all’Ispettorato tecnico dell’Industria del ministero dello Sviluppo Economico la normativa concernente il contrassegno SIAE.
Il ministero dello Sviluppo Economico, sempre secondo rumors, competente in materia di notifica di regole tecniche, dovrebbe ora impegnarsi a provvedere alla notifica alla Commissione Europea.

Bene. Ma, viene il forte dubbio che tutto possa risolversi sic et simpliciter.

Il cerchio non può chiudersi lasciando fuori la Direttiva 92/100/CEE.
A Lussemburgo l’avevano già presa in considerazione nella sentenza dello scorso 8 novembre 2007 e la Commissione non potrà (sarebbe assurdo) ora ignorarla in sede di verifica della bozza che il nostro ministero gli sottoporrà.

Il primo considerando della Direttiva 92/100/CE si commenta da solo:
« […] negli Stati membri si rilevano norme e prassi diverse in materia di tutela giuridica del diritto di autore […] tali differenze possono provocare il sorgere di barriere commerciali e distorsioni della concorrenza […] vi è il pericolo che le accennate differenze di tutela giuridica si approfondiscano in seguito all’emanazione, negli Stati membri, di nuove e difformi disposizioni legislative ovvero all’emergere di interpretazioni giurisprudenziali divergenti […] tali differenze devono essere eliminate per realizzare l’obiettivo dell’articolo 8 A del Trattato, il quale prevede l’instaurazione di uno spazio senza frontiere interne, in modo da creare un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune, come prescritto dall’articolo 3, lettera f) del Trattato. »

Contrassegno SIAE: si pronuncia la Suprema Corte

Posted by Guglielmo Troiano on April 18, 2008

Lo scorso 8 novembre la Corte di Giustizia europea si era definitivamente pronunciata sulla Causa C-20/05 avente ad oggetto il contrassegno SIAE.

Qui c’è un mio articolo, pubblicato su Note Legali, che spiega in dettaglio la questione.

Il 2 aprile si è pronunciata sullo stessa questione la Corte di Cassazione italiana.

E’ il caso di chiarire subito che (entrambe) le sentenze non dichiarano l’illeggittimità ipso iure del contrassegno SIAE ma, intanto, stabiliscono che il giudice nazionale (di merito) deve disapplicare l’art. 181 bis della L. 633/1941 (che prevede appunto l’obbligo dell’apposizione del bollino).

Il 12 febbraio 2008 (con provvedimento del 2 aprile) la Corte di Cassazione si è infatti così espressa:

Questo Collegio deve attenersi alla conclusione vincolante resa dalla Corte di Giustizia cha ha il ruolo di qualificato interprete del diritto comunitario di cui definisce autoritariamente il significato con la conseguenza che una sentenza interpretativa di una norma si incorpora nella stessa e ne integra il precetto con immediata efficacia (v. per tutte sentenze Corte Cost 13/1985, 389/1989, 168/1991, Cass sez III 1.7.1999 n.9983).”

[ Principio per cui le leggi nazionali, quindi anche la Legge 633 del 1941 nell’ambito del diritto d’autore, devono essere sempre interpretate e relazionate (non solo in sede giudiziale) in funzione delle disposizioni normative comunitarie e internazionali che, collocandosi al di sopra di esse nella gerarchia delle fonti, ne possono modificare l’assetto normativo. ]

In esito alla decisione della Corte di Lussemburgo (Corte di Giustizia - n.d.r.), il giudice nazionale deve disapplicare - fino al momento in cui sarà perfezionata la procedura di notifica - la regola interna che impone l’obbligo di apporre sui supporti il marchio SIAE in vista della loro commercializzazione.”

[ Quando, e se, sarà validamente perfezionata la procedura di notifica, il “bollino” dovrà comunque confrontarsi la Direttiva 92/100 CEE che al primo considerando recita: “[…] negli Stati membri si rilevano norme e prassi diverse in materia di tutela giuridica del diritto di autore e delle realizzazioni protette dai diritti connessi, con particolare riferimento al diritto di noleggio e di prestito e che tali differenze possono provocare il sorgere di barriere commerciali e distorsioni della concorrenza e nuocere al completamento e al buon funzionamento del mercato interno;” ]

“In tal modo viene vanificata la rilevanza penale di tutte le fattispecie di reato che includono come elemento costitutivo della condotta tipica il contrassegno SIAE con inevitabile influenza anche sulle disposizioni che regolano la misura patrimoniale della confisca.”

“Ritiene il Collegio che le conclusioni della Corte di Giustizia incidano su tutte le disposizioni normative che, successivamente alla entrata in vigore della Direttiva 83/98 CEE, hanno introdotto la necessità del timbro SIAE per le varie tipologie di supporti.

Link utili all’approfondimento critico:

Avv. Guido Scorza (blog personale)
Avv. Daniele Minotti (Punto Informatico)

Le Regole Globali della Privacy

Posted by Guglielmo Troiano on January 22, 2008

Una conferenza tra sogno e realtà.

Nella splendida Sala Napoleonica di Via S. Antonio a Milano, si sono confrontati oggi niente meno che Peter Fleischer, Global Privacy Counsel di Google, e Giovanni Buttarelli, Segretario generale dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati personali.

I due relatori, i cui interventi sono stati coordinati dal Prof. Mario Jori dell’Università Statale di Milano, arringavano dinanzi ad un pubblico di alto livello professionale in cui spiccavano volti noti del mondo giuridico e politico nazionale.

Quello della privacy è uno dei temi scottanti del web non tanto per la violazione dei suoi principi, quanto per la mancanza di armonizzazione delle normative nazionali. Ed una società come Google, che opera in 160 paesi nel Mondo, lo sa bene.

Peter Fleischer ha affermato che, per l’azienda di Mountain View, è impossibile riuscire ad operare a livello globale rispettando in pieno 160 diverse legislazioni. Il motore di ricerca, ma anche tutti gli altri servizi offerti, opera tecnicamente allo stesso modo in tutti i paesi in cui Google è presente. Anche se, è cosa nota, attraverso la profilazione degli indirizzi IP, un utente situtato in Italia non può utilizzare google.com.

Che Google ce la metta tutta per rispettare la legge è fuori di dubbio; al tempo stesso è lecito chiedersi (come ha fatto un esimio avvocato milanese tra il pubblico): ma alla fine, Google che legge applica? Tutte e nessuna in particolare, sembra essere stata la risposta.

La realtà è che Google mostra una sua lungimirante visione quando spinge l’opinione pubblica all’adozione di una normativa globale sulla privacy (in seno ad organi istituzionali di pari portata), ma si è ancora molto, forse troppo, lontani da un tale sogno. In itinere, il diritto vigente in Italia resta senz’altro il c.d. codice della privacy che, armonizzato con le normative europee ed i pochi trattati internazionali in materia, Google deve necessariamente tenere in considerazione.

Diritto delle Nuove Tecnologie

Posted by Guglielmo Troiano on January 07, 2008

Tra aprile e giugno del 2008 si svolgerà presso l’Università di Milano Bicocca il Corso di perfezionamento in Diritto delle Nuove Tecnologie.

L’obiettivo è quello di fornire una panoramica di tutti i principali strumenti tecnologici a disposizione dei giuristi e di introdurre le più attuali problematiche normative legate al mondo dell’e-commerce, con particolare attenzione alle applicazioni giurisprudenziali nazionali ed internazionali.

Il corso è rivolto a tutti gli operatori del diritto che intendono acquisire una competenza specifica nel diritto delle nuove tecnologie; quest’anno il corso si concentrerà in particolare sulle principali tecnologie e sulle norme che regolano gli scambi commerciali, nazionali ed internazionali in Internet.

Verranno analizzati tutti gli aspetti che riguardano gli scambi elettronici: trading on-line, pagamenti elettronici, fiscalità, risoluzione di controversie, diritto d’autore, privacy, contratti on-line, responsabilità civile e penale.

Per iscriversi, entro il 15 febbraio, è necessario avere conseguito un diploma di laurea o un titolo equipollente.

La presenza alle lezioni dà diritto ad ottenere 24 crediti formativi riconosciuti dall’Ordine degli Avvocati di Milano per la formazione permanente degli avvocati.

Progetto SIPPI

Posted by Guglielmo Troiano on November 13, 2007

Sistema Informativo Prefetture e Procure Italia Meridionale.

Il progetto è finalizzato alla creazione di una Banca Dati centralizzata per la gestione di tutti i dati e le informazioni relative ai beni “sequestrati e confiscati” alle organizzazioni criminali nell’ambito dei procedimenti ablativi.

Voluto dal ministero della Giustizia, realizzato da AlmavivA con Hewlett Packard e Microsoft, SIPPI si basa su una banca dati alla quale accedono tutte le amministrazioni coinvolte dall’iter procedurale di applicazione, gestione e destinazione dei beni confiscati, nel rispetto delle specifiche competenze: il ministero dell’Interno (Questure e Prefetture), il ministero dell’Economia e delle Finanze (in particolare l’Agenzia del Demanio) e il ministero della Giustizia.

Di Sippi si è parlato a Bari il 27 settembre scorso nel corso di un convegno organizzato dal ministero della Giustizia, nel corso del quale sono intervenuti il Presidente della Regione Puglia, rappresentanti del Ministero della Giustizia, dell’Interno, del Cnipa, della Direzione Nazionale Antimafia.

Per condividere informazioni provenienti da amministrazioni diverse e avere la certezza della loro affidabilità in ambiente sicuro il ministero della Giustizia ha scelto le più innovative e diffuse tecnologie offerte dal mercato: tecnologie web avanzate e, soprattutto, strumenti di cooperazione applicativa.

E’ un progetto fantastico, ma sarà mai operativo?

Computer forensics Open Day

Posted by Guglielmo Troiano on November 05, 2007

Mercoledì 14 novembre 2007 dalle 14:30 alle 18:30 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, Aula Crociera alta.

Open day dedicato alle attività delle cattedre di Informatica Giuridica e di Informatica Giuridica Avanzata, e dell’Istituto di Filosofia e Sociologia del Diritto, in tema di investigazioni digitali, computer forensics, sicurezza informatica e privacy.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo avanzata@gmail.com

Microsoft rinuncia appello

Posted by Guglielmo Troiano on October 24, 2007

Microsoft ha deciso di “collaborare con l’Europa” e di adeguarsi, quindi, ai provvedimenti della Commissione europea alla luce della sentenza del Tribunale di Primo grado dello scorso 17 settembre.

Il comunicato ufficiale (link sull’immagine qui sopra) di Microsoft del 22 ottobre scorso chiaramente dice “We will not appeal the CFI’s [Tribunale di Primo Grado, n.d.r.] decision to the European Court of Justice” e che intraprenderanno una discussione costruttiva con la Commissione per delineare i passi da seguire per l’adeguamento.

La notizia data da RaiNews24 e Adnkronos/AKI.

Nuova legge sull’editoria: SkyTG24

Posted by Guglielmo Troiano on October 23, 2007

Forse l’unico telegiornale che ne ha parlato?